Un affascinante percorso tra torri di avvistamento dei pirati e antiche chiese
Dedicare un tour ai monumenti architettonici della città vi darà la possibilità di approfondire la conoscenza di questa cittadina, dal ricco patrimonio culturale.
Iniziamo dai luoghi religiosi. Tra i più antichi di Alassio, la Collegiata di Sant’Ambrogio, risale all’XI secolo; qui possiamo ammirare il tipico campanile cuspidato romano-gotico. Vicino alla Collegiata diamo uno sguardo all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al XVI secolo. Rechiamoci poi a visitare Cappella di San Rocco; la sua edificazione risale al 1253. All’interno è presente una bella pala di scuola genovese del XVII secolo raffigurante la Madonna col Bambino e ai lati i santi Sebastiano e Rocco. La chiesa di Santa Maria Immacolata in piazza San Francesco, XVI secolo, ci parla poi della storia drammatica vissuta da Alassio, durante l’epoca delle incursioni piratesche; la popolazione alassina, durante una delle tante scorribande dei saraceni, si appellò alla Madonna, affinché liberasse la città; la costruzione della chiesa è quindi un ex voto per grazia ricevuta. E infine a testimoniare il legame tra Alassio e il mare, l’oratorio della Madonna del Popolo, in vico Sant’Erasmo, costruito nel 1614 dai pescatori di corallo. Particolarità della chiesa: il pavimento del portico, del 1640, tutto in ciottoli di mare, che raffigura barche coralline e tonni.
Rimanendo in argomento mare e pirati, è d’obbligo la visita delle torri di avvistamento.
Sono due e molto ben conservate. La più antica, la Torre di Vegliasco, si trova su una collinetta a levante di Alassio, a mezza costa, in una posizione decisamente strategica per monitorare la Baia del Sole. Datata intorno al 1500, ha forma cilindrica. A circa tre metri da terra si apre una porta rettangolare, protetta da una robusta inferriata, azionata con movimento levatoio. Sull’architrave vi è un bassorilievo in pietra, che rappresenta una donna.La torre è anche nota come “Torre di Adelesia”, la figlia dell’imperatore Ottone I, che secondo la leggenda, si sarebbe rifugiata qui dopo le nozze con Aleramo. L’altro torrione di avvistamento il “Torrione Saraceno” si trova nel Borgo Coscia ed è adiacente il mare, venne costruito nel XVI; quello che resta oggi è solo una parte dell’ampia cortina muraria originaria, eretta come elemento di difesa dei cantieri navali e di protezione della città.
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